Ero solo lì
Sono Gert dal Pozzo, e oggi voglio parlarvi di una frase che sento sempre più spesso. "Io ero solo lì". La dicono tutti quelli che hanno assistito a crimini senza fare niente. La dicono per giustificarsi, per assolversi, per convincere se stessi di essere innocenti.
"Ero solo lì quando bombardavano Gaza, ma io non premevo i bottoni". "Ero solo lì quando affamavano i palestinesi, ma io non decidevo gli embarghi". "Ero solo lì quando uccidevano i bambini, ma io non sparavo". "Ero solo lì".
Bugiardi. Tutti bugiardi. Perché nessuno è mai "solo lì". Perché quando assisti a un crimine e non fai niente per fermarlo, diventi complice. Quando vedi l'ingiustizia e taci, diventi responsabile. Quando sai della sofferenza e giri la testa, diventi colpevole.
"Ero solo lì" è la scusa di chi non vuole ammettere la propria complicità. È la menzogna di chi si crede innocente mentre è sporco di sangue fino al collo. È l'alibi di chi ha scelto il silenzio invece della verità, la comodità invece del coraggio, la sicurezza invece della giustizia.
Ma io vorrei dirvi una cosa: chi era "solo lì" durante l'Olocausto era complice dell'Olocausto. Chi era "solo lì" durante l'apartheid era complice dell'apartheid. Chi è "solo lì" durante il genocidio palestinese è complice del genocidio palestinese.
Non esistono spettatori innocenti. Non esistono testimoni puri. Non esistono osservatori neutrali. Esiste solo chi agisce per fermare il male e chi permette al male di continuare. Chi resiste e chi collabora. Chi lotta e chi si arrende.
E voi? Voi che lavorate nelle aziende che vendono armi a Israele, cosa siete? Spettatori innocenti o complici del massacro? Voi che scrivete sui giornali che giustificano i crimini israeliani, cosa siete? Testimoni neutrali o propagandisti del genocidio? Voi che votate per i politici che sostengono Israele, cosa siete? Osservatori passivi o responsabili della complicità?
"Ma io non decido", dite. "Ma io eseguo solo ordini", ripetete. "Ma io non posso fare niente", vi giustificate. Sono le stesse parole che dicevano i nazisti a Norimberga. Le stesse scuse che usavano i collaborazionisti. Le stesse menzogne che raccontavano a se stessi per dormire la notte.
Ma la verità è che potete sempre fare qualcosa. Potete sempre scegliere. Potete sempre dire no. Potete dimettervi invece di collaborare. Potete denunciare invece di tacere. Potete resistere invece di sottomettervi.
"Ma perderei il lavoro", dite. "Ma rovinerei la carriera", aggiungete. "Ma comprometterei il futuro", concludete. E allora? Cosa vale di più, il vostro lavoro o la vita dei bambini palestinesi? La vostra carriera o la giustizia? Il vostro futuro o l'umanità?
Perché questa è la scelta che avete davanti. Non potete più nascondervi dietro l'ignoranza. Non potete più dire di non sapere. Le immagini di Gaza sono ovunque, i numeri dei morti sono chiari, la verità è evidente. Chi oggi continua a collaborare con il sistema che massacra i palestinesi lo fa per scelta, non per ignoranza.
E la scelta che fate vi definisce. Vi dice chi siete, cosa valete, come sarete ricordati. Perché la storia non perdona i complici. La storia non assolve i collaboratori. La storia non dimentica i traditori.
Guardate cosa è successo a chi "era solo lì" durante i grandi crimini del passato. Sono stati giudicati, condannati, disprezzati. I loro nomi sono diventati sinonimo di vergogna. Le loro famiglie hanno portato il peso della loro complicità per generazioni.
E voi credete di essere diversi? Credete che la storia vi perdonerà perché "eravate solo lì"? Credete che i vostri figli vi capiranno quando gli spiegherete che sapevate del genocidio ma non avete fatto niente per fermarlo?
No. Non vi perdoneranno. Non vi capiranno. Non vi assolveranno. Perché sapranno che avreste potuto scegliere diversamente. Sapranno che avreste potuto essere coraggiosi invece che vigliacchi. Sapranno che avreste potuto essere eroi invece che complici.
Ma c'è ancora tempo. C'è ancora la possibilità di scegliere. C'è ancora l'opportunità di redimersi. Potete ancora dire no. Potete ancora resistere. Potete ancora lottare.
Potete dimettervi dal lavoro che vi rende complici. Potete denunciare i crimini di cui siete testimoni. Potete unirvi a chi lotta per la giustizia. Potete trasformarvi da complici in resistenti, da collaboratori in partigiani, da traditori in eroi.
Perché questa è l'unica via per la redenzione. L'unica strada per il perdono. L'unica possibilità di guardare i vostri figli negli occhi e dire: "Io ho fatto la cosa giusta. Io ho scelto la giustizia. Io ho lottato per l'umanità".
Ma se continuate a dire "ero solo lì", se continuate a giustificarvi con l'obbedienza, se continuate a nascondervi dietro la paura, allora sappiate che siete complici. Sappiate che siete responsabili. Sappiate che siete colpevoli.
E quando tutto sarà finito, quando Gaza sarà libera, quando la verità emergerà, quando la giustizia trionferà, non potrete dire di non aver saputo. Non potrete dire di non aver potuto. Non potrete dire di essere stati "solo lì".
Perché nessuno è mai "solo lì". Perché tutti siamo sempre da qualche parte. O dalla parte del bene o dalla parte del male. O dalla parte della giustizia o dalla parte dell'ingiustizia. O dalla parte dell'umanità o dalla parte della barbarie.
E voi? Voi da che parte siete?
La risposta a questa domanda non la potete più rimandare. Non la potete più evitare. Non la potete più nascondere.
Perché il tempo delle scuse è finito. Il tempo delle giustificazioni è scaduto. Il tempo delle menzogne è passato.
È arrivato il tempo della verità. Il tempo della scelta. Il tempo della responsabilità.
Scegliete. Scegliete ora. Scegliete per sempre.
Perché "ero solo lì" non è una giustificazione. È una menzogna che vi dite per autoassolvervi.
“Ero solo lì” sarà la fine del vostro essere umani.
